Come evidenziato di recente sulle pagine di Focus MEDTECH, esistono innovazioni mediche spettacolari che finiscono al centro dei grandi congressi internazionali, e tecnologie molto più silenziose che, invece, incidono sulla parte più quotidiana della cura. La loro forza non sta nell’effetto scenico, ma nella capacità di intervenire su problemi ripetuti migliaia di volte al giorno.
Lo speciale di Focus MEDTECH ha acceso i riflettori proprio su EchoWatch, analizzando come un gesto considerato ordinario – come trovare una vena – possa diventare una vera e propria sfida. Quando il paziente è un bambino, una persona in sovrappeso, un anziano fragile o un individuo arrivato in pronto soccorso in stato di shock, i tempi si allungano e i tentativi aumentano.
L’intuizione clinica: un’ecografia al polso
L’articolo ripercorre la genesi del nostro dispositivo: nato dall’esperienza accumulata nei reparti ospedalieri e di emergenza, EchoWatch è lo spin-off dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli (nato ufficialmente nell’aprile 2025) progettato per facilitare l’individuazione delle vene.
All’interno di un piccolo bracciale, simile a uno smartwatch, il team ha integrato:
- Una micro-sonda ecografica che mostra in tempo reale il vaso sanguigno.
- Un sistema di riscaldamento localizzato per favorire la dilatazione della vena.
- Un clamp meccanico e un foro guida per stabilizzare l’ago e allinearlo al punto corretto.
Il professor Raffaele Marfella, presidente e responsabile della ricerca clinica, ha spiegato alle pagine della rivista: “L’idea è offrire uno strumento che permetta di arrivare direttamente nel vaso con maggiore precisione e con meno possibilità di errore”.
Ridurre gli errori nella pratica quotidiana
Come riportato da Focus MEDTECH, i tentativi multipli sono uno dei problemi principali negli accessi venosi difficili. I dati confermano che la difficoltà di incannulamento può interessare fino al 56% dei pazienti pediatrici e una quota significativa di adulti.
Ogni tentativo fallito significa spreco di materiale, tempo sottratto agli operatori e stress per il paziente. Nei reparti d’emergenza, questo può rallentare l’avvio di terapie salvavita e aumentare il rischio di complicanze, dalle flebiti alle infezioni. EchoWatch è stato progettato proprio per contesti in cui l’ecografo tradizionale non è sempre disponibile, come pronto soccorsi, ambulatori territoriali e assistenza domiciliare.
Accessibilità come missione
Un punto centrale evidenziato dallo speciale è l’accessibilità economica. EchoWatch si colloca in una fascia di prezzo stimata tra i 120 e i 130 euro, nettamente inferiore agli ecografi tradizionali.
“Abbiamo lavorato per creare uno strumento semplice, economico e facilmente utilizzabile anche fuori dai grandi ospedali”, ha ribadito il prof. Marfella. L’obiettivo condiviso nell’articolo è chiaro: rendere EchoWatch uno strumento di uso comune, esattamente come è accaduto con il saturimetro durante il periodo Covid.
Il riconoscimento: Premio America Innovazione
A conferma del valore di questa “terza missione” universitaria – che unisce ricerca medica, ingegneria elettronica (grazie a giovani dottorandi) e marketing – l’articolo di Focus MEDTECH ricorda un importante traguardo recente.
L’8 maggio 2026, presso la Camera dei Deputati a Roma, la tecnologia di EchoWatch (protetta dal brevetto internazionale PCT/IB2021/060750) è stata insignita del Premio America Innovazione. Il prestigioso riconoscimento della Fondazione Italia USA, ritirato da Silvio Monetti per ECHO-WATCH SRL, premia una tecnologia lontana dalle narrazioni futuristiche, ma destinata a migliorare concretamente la medicina di tutti i giorni.



